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Guida per creare un sito vetrina: dalla A alla Z

Blogging

Ho scritto questo articolo per riepilogare tutti i passi da fare quando si crea un sito vetrina. Prima della pubblicazione online del sito sono necessari dei passaggi che ti elencherò all’interno di questo articolo.

Alla fine di questa guida sui passaggi per creare un sito vetrina troverai una checklist da scaricare gratuitamente e che potrai stampare ed utilizzare ogni volta che progetti un nuovo sito web.

Questo articolo contiene quasi 5000 parole per cui sentiti libero di leggere con calma, salva la pagina nei segnalibri od inviatela su whatsapp o per email.

01 Obiettivi

Fare il punto della situazione e capire qual è l’obiettivo da raggiungere

Affinchè un sito internet abbia dei risultati deve essenzialmente avere un obiettivo sin dal principio.

Quando creiamo un sito web che sia un semplice sito vetrina, un blog od un ecommerce, la parola chiave è successo. Ed il successo può essere semplicemente raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati sin dal principio o che abbiamo dovuto modificare in corso d’opera.

Creare un sito, senza sapere ciò che si vuole raggiungere, è potenzialmente una gran perdita di tempo, non porta a nessun risultato.

Prima di iniziare a sviluppare il progetto è necessario identificare l’obiettivo del sito web.

Vuoi ricevere delle richieste di preventivo? Vuoi vendere dei servizi o prodotti? Vuoi che gli utenti si iscrivino alla mailinglist? Stabilisci un obiettivo.

Esempio 1

Sei un webmaster, il tuo lavoro consiste nel creare siti web e vorresti guadagnare grazie alla tua attività. Il tuo obiettivo potrebbe essere quello di ricevere una richiesta di preventivo.

Esempio 2

Sei un esperto di crescita personale e vorresti coinvolgere quante più persone possibili senza avere vincoli di orari. Il tuo obiettivo potrebbe essere quello di vendere un corso online sull’autostima.

Parlando di obiettivi, non mi riferisco ad un obiettivo SMART che è quantificabile, preciso, temporizzabile (ma esiste questa parola?), piuttosto allo scopo finale del sito. “Io creo questo sito perché voglio riceve un preventivo“.

Esempi obiettivi

Ci sono diversi obiettivi finali a cui potresti puntare, ma non tutti potrebbero essere adatti al tuo business. Eccone alcuni:

  • Vendita di un corso digitale
  • Vendita di un servizio
  • Richiesta di un preventivo tramite modulo
  • Richiesta di contatto tramite telefono, Whatsapp, Messenger

Prima di scegliere in quale modo vuoi convertire le visite in clienti (vendite, richieste, ecc…) verifica anche come si comportano i competitor, cosa stanno facendo loro e cerca di capire se sta funzionando. Cosa puoi fare tu meglio di loro?

02. Analisi di mercato e keyword research

Vogliamo creare un sito web ed abbiamo già un obiettivo da raggiungere (ricevere una chiamata, ricevere una richiesta di preventivo, vendere un prodotto).

Adesso dobbiamo scoprire, realisticamente, se il nostro progetto è fattibile, se esistono dei potenziali acquirenti, se il mercato è saturo, se abbiamo dei competitor, qual è il trend, con quali parole chiave vengono vengono trovati.

Prima di buttarti a capofitto sulla scrittura delle pagine, sull’alberatura ed in generale sullo sviluppo del sito, c’è una cosa molto importante da tenere in considerazione: l’analisi di mercato.

La parola “analisi di mercato” potrebbe fare un po’ paura se non ne abbiamo mai fatta una.

Vediamo, nel nostro piccolo, come possiamo fare un’analisi di mercato attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti online.

  • Google Trends: con la funzione “Esplora” verifichi un termine (una parola chiave) filtrandolo per Stato, periodio e categorie. Potresti anche scegleire di fare una ricerca più ampia, omettendo il termine di ricerca e filtrando per categoria. Il risultato ti restituirà i termini di ricerca (query) in tendenza o più cercate. Con questo strumento verifichi le tendenze e la parole più cercate.
  • Google: con il motore di ricerca di Google possiamo stanare i nostri competitor. Basta cercare le parole chiavi che più si addicono al settore su cui vuoi operare e troverai probabilmente più di un sito competitor. Entra nei siti dei competitor e cerca di capire quali sono i loro punti di forza, cosa potresti fare meglio, a quale tipo di pubblico si rivolgono.
  • SeoZoom: una volta che abbiamo individuato il mercato su cui vogliamo operare, ci possiamo focalizzare su una nicchia ben precisa. Con la suite di seozoom possiamo fare una valida analisi dei competitor e keyword research, verificare esattamente per quali parole chiave si posizionano i nostri competitor, quanto volume mensile hanno quelle parole chiave.

Quindi dopo aver analizzato il mercato online e aver fatto una lista dei nostri competitor e delle parole chiave per cui loro si posizionano, possiamo passare alla keyword research.

Su SeoZoom basta scrivere una parola chiave nel campo di ricerca in alto e subito trovi tutte le informazioni che cerchi: la difficoltà della parola chiave, il volume di ricerca, le keyword correlate.

Volendo approfondire la nostra keyword research, possiamo utilizzare gli strumenti “suggerisci keyowrd articolo” e “keyword infinity” che trovi sempre nella suite.

03. Scelta del nome ed acquisto hosting

Hai già pensato al nome del sito vetrina?

La scelta del nome è un punto importante, per cui prenditi uttto il tempo necessario per sceglierlo.

Una volta che sceglierai il nome del dominio non potrai più cambiarlo, quindi assicurati di essere convinto al 100%.

Nella guida che ho scritto su come creare un blog ho già trattato l’argomento sulla scelta del nome. Ti lascio il link: https://www.gloriaingrassia.com/creare-un-blog/#naming

Se hai già un nome da dare al sito, puoi procedere con l’acquisto di un dominio e dello spazio web.

Volendo consigliarti un servizio hosting con un pannello molto facile da utilizzare, con una buona assistenza clienti e ad un prezzo non troppo oneroso, Siteground è quello che potrebbe fare al tuo caso.

Siteground fa parte della lista degli hosting suggeriti da WordPress ed è in lungua italiana. Inoltre te lo suggerisco perché lo utilizzo da più di 4 anni.

04. Creazione dell’alberatura

Che tu stia creando un sito web per un progetto personale o per un cliente, la situazione non cambia: si parte sempre dall’alberatura.

Dopo aver identificato il brand, il nome del sito, i colori che caratterizzeranno il nostro sito, bene siamo pronti per creare l’alberatura.

La puoi disegnare/scrivere su carta, utilizzare un file tipo word o, come faccio io, creare un foglio di Google Drive.

Il foglio di Google è simile ad Excel, è molto comodo perché lo puoi aprire con qualunque dispositivo. Io lo utilizzo un po’ per tutto.
(link: https://docs.google.com/spreadsheets/u/0/)

Esempio alberatura creata sul foglio di Google

Nell’esempio qui sopra ho voluto mostrarti lo screenshot di una parte dell’alberatura di un sito web. Come potrai dedurre ci sono tante pagine (il progetto prevede più di 120 pagine) per cui in questo caso ho utilizzato un’alberatura che si sviluppa in orizzontale. Ho creato il primo, il secondo ed il terzo livello. In questo modo puoi capire subito come sono addentrate le pagine ed il loro percorso.

Se l’alberatura è facile ed intuitiva per te, lo sarà anche per gli utenti che navigheranno nel sito.

L’alberatura di un sito vetrina molto probabilmente non contiene così tante pagine come ti ho mostrato nell’esempio, per cui va benissimo sviluppare un’alberatura verticale. Quindi nella prima riga vanno le pagine di primo livello e nelle righe di sotto vanno le pagine di secondo livello.

Le pagine standard

Home: la prima pagina in assoluto che siamo sicuri al 100% che sarà presente sul sito è la pagina principale. Qui dentro collegheremo le pagine interne più importanti. Ottimo metodo dal punto di vista di navigabilità sia per gli utenti che per Google.

About: è la classica pagina che tutti i siti vetrina hanno o che dovrebbero avere. Alcune volte la troverai sotto la voce “Chi sono” o “Chi siamo”, altre volte, invece, con il nome “Azienda”. Ti capiterà anche di trovare la pagina about sotto titoli alternativi come nel caso di Gianpaolo Antonante che ha intitolato la pagina “Chi non sono”. Se ti sei incuriosito, ecco il link: https://www.gianpaoloantonante.it/chi-non-sono/

Servizi: un sito vetrina ha lo scopo di mostrare, come se fosse una vetrina di un negozio, ciò che viene offerto. Nella pagina Servizi di solito si mostrano le attività od i servizi offerti al cliente. Se sei un professionista il tuo servizio potrebbe essere una consulenza, mentre se sei un’azienda di trasporti potresti elencare tutti i servizi che metti a disposizione (es. trasloco, trasporti).

Se i singoli servizi sono corposi ed hanno la necessità di essere esplicati in una pagina dedicata, allora potremmo inserire un elenco di tutte le attività offerte nella pagina Servizi e poi linkare le pagine interne dei singoli servizi. Se per esempio sei un esperto SEO, sotto la voce Servizi potresti creare le pagine “SEO on page”, “Link building”, “SEO local”.

Contatti: la pagina Contatti NON deve MAI mancare. Non so a te, ma a me è capitato di volere contattare il proprietario di un sito e di non trovare nè un indirizzo email nè un form contatti. Nella pagina contatti sarebbe principalmente opportuno avere un form contatti, se questo non fosse possibile per qualche motivo, va bene inserire anche ulteriori recapiti come un indirizzo email, un numero di telefono, un numero di whatsapp, un contatti skype. La modalità con cui farsi contattare varia in base al tipo di servizio che viene offerto.

Lavori: anche questa pagina può variare in base ad i servizi offerti, può essere una pagina lavori o comunemente una pagina Portfolio per i professionisti. Lo scopo è quello di mostrare i progetti portati a termine, in modo tale che il cliente possa avere ben chiaro che tipo di lavoro svolgete.

Queste che abbiamo appena visto sono le 5 pagine standard dei siti vetrina.

Ne parlerò meglio nel capitolo della GDPR + cookie law, però volevo ricordarti di creare anche le pagine Privacy Policy e Cookie Policy.

05. Scelta dello stile, colori e font

La scelta dello stile di un sito vetrina inizia sin dal principio, quando devi pensare al progetto da sviluppare, al naming ed alle sue caratteristiche.

Come deve essere il sito? Cosa deve ispirare? Deve essere giocoso o serio, deve ispirare fiducia o forza?

Ogni sito web deve avere un suo stile personale. Ti faccio qualche esempio:

  • Stile giocoso: stai progettando un sito rivolto ai bambini. Uno stile giocoso, dei colori pastello, dei font handwriting e delle immagini in stile cartoon potrebbero essere l’ideale;
  • Stile serio: stai progettando un sito dove venderai un servizio di lusso. Allora potresti optare per un design minimal, utilizzare colori come il nero e l’oro, inserire delle immagini professionali commissionate apposta ed utilizzare un font-weight leggero.

Quindi per prima cosa pensiamo allo stile che vogliamo dargli, successivamente scegliamo i colori ed i font da utilizzare.

06. Creazione logo ed elementi grafici

Durante la creazione del sito vetrina avremmo bisogno di elementi grafici.

Il logo è una parte importante di un sito web. Generalmente si trova nella parte in alto della pagina e dovrebbe rispecchiare lo stile del sito (e viceversa).

Dico “dovrebbe” perché capita di vedersi commissionato il restyling di un sito e doversi in qualche modo basare sullo stile ed i colori utilizzati nel logo. Capita che il cliente non vuole sentirne di fare un restyling anche del logo ed è qui che bisogna tirar fuori la propria creatività.

Se non sei un grafico, e non hai alcuna competenza in merito, il mio consiglio è quello di rivolgerti ad un professionista ed in particolare ad un logo designer.

Anche le varie icone da utilizzare all’interno del sito andrebbero scelte con cura, seguendo lo stile ed i colori del sito.

Se cerchi delle icone puoi scaricarne gratuitamente, o pagare quelle premium, sul sito di Flaticon. Qui puoi scegliere i colori oppure scaricare l’icona sul tuo dispositivo e modificarla con Phostoshop.

07. Adeguamento GDPR + Cookie law

Quando crei un sito web è necessario che tu faccia attenzione anche agli aspetti “legali”.

Necessariamente bisogna mettere a norma il sito web, facendo in modo che venga adeguato sia alla Cookie law che al GDPR.

La legge dei cookie prevede che l’utente venga avvertito che all’interno del sito vengono utilizzati dei cookie. La semplice informazione non basta, infatti per alcuni tipi di cookie (come per esempio quelli di terze parti come i Pixel di Facebook) è necessario che l’utente autorizzi l’attivazione dei cookie.

La GDRP invece è la legge sulla privacy a cui anche i siti web devono adeguarsi. Se stai in qualunque modo conservando i dati dell’utente, è necessario che tu gli chieda preventivamente il consenso e lo informi circa il trattamento dei suoi dati. Inoltre devi dare la possibilità ad un utente di poter richiedere la cancellazione dei suoi dati.

Per farla in breve è necessario:

  • Attivare un plugin per la Cookie law che generi un banner con un pulsante per l’accettazione del tracciamento tramite cookie;
  • Inserire una checkbox di accettazione nei form contatti, nei moduli di acquisto (per esempio nel Checkout di WooCommerce), nei form di registrazione e, in generale, in tutti i form dove vengono raccolti i dati dell’utente;
  • Creare le pagine Cookie Policy e Privacy Policy (puoi aiutarti con Iubenda, cliccando qui hai il 10% di sconto)
  • Anonimizzare l’IP nel codice di Google Analytics

08. Verificare che il sito si veda bene in tutti i dispositivi

Parlare di responsive è troppo riduttivo. Un layout responsive si limita ad adeguarsi graficamente. La sua definizione è nata qualche anno fa per far sì che un sito fatto per desktop si adattasse agli altri dispositivi, in primis agli smartphone, ma anche ai tablet.

Ciò che fa un design responsive è quello di adattarsi in modo tale che il layout sia ben visibile anche da mobile.

Il problema è che talvolta “responsive” non è sinonimo di ben visibile.

Prendi il caso di quelle pagine (un esempio calzante sono le landing page) che in above the fold hanno una sezione con un’immagine di background e sopra un testo grandissimo (tipo 70px). Mi capita di andare ridimensionare il browser, o meglio ancora di aprire la pagina da un dispositivo mobile, ed il testo è così enorme che per visualizzare l’intero titolo devo scrollare la pagina verso giù. Sarebbe stato opportuno ridurre le dimensioni del titolo .

Quello che voglio dirti è che quando metti online un sito web, assicurati che le pagine, oltre ad avere un layout responsive, si adattino allo schermo da mobile anche per altri elementi come le dimensioni del font, dei bottoni, delle immagini, delle icone, ecc…

In definitiva, fai in modo che gli elementi della pagina abbiano una dimensione proporzionata alle dimensioni dello schermo in cui vengono visualizzati.

09. Controllo delle performance

Su questo argomento ci vorrebbe un articolo dedicato, provo a sintetizzarne i concetti qui e adesso.

Le performance di un sito web sono really important. Se le pagine web del sito si caricano lentamente, hai buone probabilità che Google ti penalizzi e l’utente abbandoni il sito.

In genere, parlando di prestazioni, ci si riferisce alla velocità di caricamento del sito web.

Entrando nel dettaglio, ogni singola pagina web ha un suo peso ed una sua performance.

Quello che possiamo fare è lavorare per prima cosa sulle performance generali del sito, tenendo in considerazioni alcuni fattori che gravano su di esse:

  • qualità dell’hosting su cui viene ospitato il nostro spazio web
  • posizione del server dove si trova il sito
  • il numero di file presenti all’interno della pagina (javascript, css, immagini, file esterni)

Come ottimizzare le performance

  1. Acquistare un buon hosting con i server in Europa;
  2. Ridurre il numero di file richiamati nel sito. Per farlo, con WordPress, devi attenzionare il numero di plugin che utilizzi ed il tema che spesso è un mattone. Sappi poi che aggiungendo un page builder la situazione peggiora;
  3. Installare un plugin per la cache come Swift Performance o meglio ancora WP Rocket;
  4. Assicurarti che i file .js e .css vengano minificati;
  5. Far in modo che sia attivo il lazy-load per caricare le immagini in differita;
  6. Compressione gzip;
  7. Evitare i redirect;
  8. Verificare che il percorso di tutte le risorse sia corretto e che i file esistano;
  9. Ottimizzare le immagini, riducendo le dimensioni ed il peso (sempre in Kb e mai in Mb);
  10. Mostrare in above the fold gli elementi più importanti e far caricare in un primo momento (soprattutto da mobile) lo stretto necessario per l’above the fold;
  11. Attivare cloudflare anche nella versione gratuita;

Come verificare le performance

Adesso invece passiamo agli strumenti da utilizzare per verificare che tutte le ottimizzazioni che abbiamo fatto abbiano portato i loro frutti.

Io farei più test: il primo test prima di procedere con l’ottimizzazione, un secondo test a metà ottimizzazione ed un terzo test a fine ottimizzazione.

  • Pagespeed Insights: è uno strumento di Google grazie al quale puoi verificare se la singola pagina che inserisci è ottimizzata. Otterrai un valore che va da 0 a 100, dove 100 è un risultato ottimo. L’esito è diviso in desktop e mobile.
  • Pingdom: è un tool utilissimo per visualizzare la velocità di caricamento di una pagina web. Con questo strumento ti puoi rendere conto subito come è diviso il peso della pagina, il numero di risorse richieste, il tempo di connessione e caricamento di ogni singolo elemento.
  • Audits: uno strumento che puoi utilizzare su Google Chrome dopo aver cliccato sul tasto destro > analizza pagina > audits. Riesci a generare un test sia per mobile che per desktop. In particolare otterrai dei voti su: performance, accessibilità, best practices e SEO.

10. Contatti

Quando entro in un sito voglio trovare una qualunque forma di contatto: che sia un form, un’indirizzo email o semplicemente un numero di telefono.

Se tu inserisci un contatto personale (o dell’azienda) fai capire all’utente che il sito è vero, che dietro a quelle pagine ci sono persone vere, il servizio che offri è reale.

Certo, un form di contatti inserito nella più remota delle pagine, non è sintomo assoluto di verità, di realtà. Ma è già qualcosa.

Uno dei passi da depennare alla fine della creazione di un sito web è la verifica che un utente possa in qualche modo contattarti. Quindi lo fai sia per far capire che il sito è vero e sia per renderti disponibile ad un utente.

Quali forme di contatto possiamo implementare all’interno di un sito e dove collocarle?

Modulo contatto

Il classico dei classici è il modulo di contatto, ovvero un form con un gruppo di campi da compilare che solitamente sono: Nome e cognome, indirizzo email, oggetto, messaggio.

Il nome e cognome (inteso come unico campo) insieme all’indirizzo email ed il messaggio sono dei campi fondamentali, non si possono eliminare.

Quando ricevo una mail voglio sapere come si chiama il mio interlocutore. Con chi sto interagendo, a chi mi rivolgo nella risposta?

Una volta si utilizzavano i nickname e non sapevi mai con chi stavi parlando, non si capiva, è un lui o è una lei, è un ragazzo quindi gli do del “tu” oppure è una persona grande di una società a cui devo rispondere in modo formale?!

Al posto dell’oggetto, che non è perspicacissimo come etichetta (dobbiamo pensare sempre all’utente medio), potremmo utilizzare una select, cioè un menù a tendina dove l’utente può scegliere il motivo del contatto. Esempi: richiesta collaborazione, richiesta preventivo, segnalazione problemi.

Oppure ancora, se stiamo utilizzando il form di contatti nella pagina contatti e quella pagina è adibita alla mera richiesta di informazioni, possiamo omettere del tutto il campo “oggetto”. In questo caso faremo in modo di ricevere nell’oggetto della mail una scritta preimpostata del tipo “Richiesta di contatto dal sito xxx”.

In un modulo di contatti puoi far desistere l’utente dal contattarti inserendo tanti campi ambigui, superflui o più del dovuto, OPPURE puoi mostrare solo i campi importanti al fine del contatto.

E non dimenticare di inserire la checkbox per far sì che il form sia a norma e che non violi la privacy. Ne ho parlato qualche paragrafo più su.

Indirizzo email

L’idea di pubblicare nero su bianco il proprio indirizzo email, così in chiaro, talvolta ci fa bloccare per varie motivazioni: siamo possibili soggetti a spam, tutti conosceranno il nostro indirizzo email, non sapremo mai da quale pagina ci sta contattando l’utente che tradotto significa che non riusciamo a tracciarlo.

Per quanto riguarda lo spam si potrebbe risolvere attivando un filtro anti spam, utilizzando cloudflare, ecc. Per esempio se utilizzi gmail, lo spam finisce subito nella cartella apposita e nemmeno te ne accorgi. Se invece crei un indirizzo email con il nome del dominio direttamente dall’hosting di pincopallino allora ti arriverà un fiume di spam.

Se invece vuoi tracciare gli utenti ed ottenere una statistica per capire da quale pagina, o addirittura da quale link della pagina, ti abbia contattato, allora puoi creare degli eventi da andare a leggere poi nelle statistiche di Google Analytics. L’evento in genere è di tipo click e ciò significa che per poterne tenere traccia bisogna che l’indirizzo sia linkato (mailto:) e che l’utente ci clicchi su. Anche in questo caso potresti ottenere solo il numero di click sull’indirizzo email, a quel punto l’utente potrebbe decidere anche di non scriverti più.

Quando inserisci l’indirizzo email linkato c’è da considerare anche una cosa fondamentale, non tutti hanno configurato un’applicazione per leggere le email sul desktop o da mobile.

Tutto dipende dal target che hai. Se le persone che seguono il sito sono più skillate, allora non avranno alcun problema, se invece prevedi che il livello medio del tuo utente è aprire whatsapp e rispondere, allora lì opta per una cosa molto più facile, metti il bottone per whatsapp, metti il bottone per messenger di facebook.

Numero di telefono

Non tutti i tipi di siti hanno la necessità di inserire un numero di telefono, per cui valuta attentamente se il sito che stai progettando deve avere o meno il numero di telefono come metodo di contatto.

Il numero di telefono in genere lo metti quando vuoi farti contattare subito, vuoi avere un contatto diretto con il tuo potenziale cliente, vuoi che possa contattarti in ogni momento della giornata.

L’utilizzo del numero di telefono come mezzo di contatto è molto valido ad esempio per uno studio dentistico. L’utente entra sul sito, ha mal di denti, vede che lo studio dentistico è nella sua città e a pochi minuti di macchina, decide di chiamare al numero impresso nell’header.

Anche qui bisogna stare molto attenti. Fai in modo che la sua chiamata non sia inutile. Sta chiamando perché ha mal di denti e non resiste più. Se non trova te, si metterà alla ricerca di un altro dentista.

Se utilizzi il numero di telefono come metodo di contatto fai in modo che ci sia qualcuno a rispondere. Certo he se chiama di sera magari parlerà con la segreteria. Anche in questo caso fai in modo che ti dica “nome e cognome”, che sandisca bene il suo numero di telefono e che spieghi brevemente la situazione.

Il numero di telefono può essere in formato link (tel:) così se clicca da mobile può chiamarti direttamente senza dover prima scrivere il numero in un foglietto e poi comporlo nel tastierino numerico.

Importantissimissimo! No a risposte fai da te. Se stai vendendo dei prodotti di un certo livello ed inserisci un numero di telefono, io da cliente, quando alzo la cornetta, mi aspetto di parlare con un personale qualificato: un segretario, un addetto specifico, chiunque sappia rispondermi e soddisfare le mie domande.

Sembra una stupidaggine, ma quante volte hai chiamato un servizio clienti e tu ne sapevi più di loro? Quante volte hai chiuso il telefono insoddisfatto? Ecco allora se non abbiamo personale adeguato che possa dedicarsi esclusivamente alla chiamate, se al telefono non sanno esprimersi, se se se, allora preferiamo un ticket od un messaggio in chat.

WhatsApp e Messenger

Chi non ha whatsapp o facebook alzi la mano!

Whatsapp è utilizzato da tutti, e per tutti intendo anche persone più in là con l’età. Sì, sono gli stessi che magari non hanno mai acceso un computer, però whatsapp lo sanno utilizzare.

Whatsapp è un metodo di contatto molto facile da implementare e permette al potenziale cliente di contattarti immediatamente.

Anche Messenger potrebbe rivelarsi utile. Installi un plugin che ti permette di posizionare un’icona di Messenger in basso a destra dentro ogni pagina e poi l’utente all’apertura può decidere di chattare con te.

Sia whatsapp che Messenger sono due buoni metodi di contatto perché puoi rispondere in qualunque momento della giornata, basta avere uno smartphone a portata di mano e il gioco è fatto.

Se non vuoi essere contattato 24 ore su 24 basta farti scrivere uno scriptino in modo tale che i contatti di whatsapp o di messenger appaiano solo in determinate ore. Al loro posto però metti sempre un metodo alternativo, ad esempio l’indirizzo email.

Ogni sito ha un target diverso, utenti con esigenze diverse e con capacità differenti. Scegli uno o più metodi di contatto pensando al livello medio degli utenti che visitano il sito.

11. Contatti social

Quando mostri le icone dei social sul sito stai dicendo al visitatore che esisti realmente. L’utente entrerà sui social e verificherà se il servizio è attivo, se ci sono post pubblicati di recente, se le pagine o i canali vengono aggiornati periodicamente, se ci sono commenti di persone che hanno utilizzato i tuoi prodotti e se ci sono recensioni.

Insomma, il cliente ti passerà sopra con una lente di ingrandimento prima di decidere se effettivamente vale la pena contattarti od usufruire dei tuoi servizi/prodotti.

NON tutti i canali social sono validi per il tuo business.

Ogni social network è dedicato a qualcosa, allo svago, alla formazione, alla ricerca di professionisti, all’ispirazione, all’intrattenimento.

I canali social che potresti associare al sito web sono molteplici, ma non tutti saranno validi. La migliore cosa è quella di selezionarli e di rendere raggiungibili solo quelli che realmente vengono utilizzati con periodicità.

I social più conosciuti ed utilizzati in questo momento sono: Facebook, Twitter, Pinterest, Linkedin, Youtube, Tik Tok, Instagram.

Instagram per le foto, Pinterest per le immagini da cui trarre ispirazione, YouTube per seguire un corso online o per intrattenersi con video musicali o divertenti, Tik Tok per intrattenersi con video veloci e divertenti, Twitter per dire la tua in maniera concisa, Facebook un po’ per tutto, Linkedin per collegarti ad una rete più ampia di professionisti ed aziende.

In quale social farsi inseguire?

Sei un esperto di cucina, fai cupcake strepitosi, fai dei video tutorial? Allora apri un account su Youtube. Hai fatto delle foto bellissime? Pubblicale su Instagram.

Per essere sicuro di scegliere i canali giusti, proova a fare una ricerca: vedi cosa fanno i tuoi competitor ed in che modo lo fanno, cerca dei termini nei motori di ricerca interni di ogni social.

12. Segnalare il sito a Google

A questo punto dovremmo aver già completato il sito web e probabilmente lo abbiamo già messo online. Siamo quasi alla conclusione, mancano alcuni piccoli step che sono fondamentali per l’indicizzazione del sito sul motore di ricerca di Google.

Quali sono i passi conclusivi per la pubblicazione di un sito vetrina?

Sitemap

La sitemap è una mappa del sito, in genere viene creata in formato XML, e segnalata a Google tramite la Search Console.

Questa mappa contiene tutte le pagine presenti all’interno del sito e che vogliamo che Google includa nel suo indice.

Con WordPress la creazione della sitemap è abbastanza facile con l’utilizzo di un plugin come Yoast by SEO. È un plugin che ti permette di inserire un title ed una meta description in ogni pagina ed articolo, inoltre crea automaticamente la Sitemap.

Search Console

La search console la trovi a questo link https://search.google.com/search-console, è uno strumento gratuito di Google utilizzato dai webmaster o da chiunque gestisca un sito web.

Ti segnala le query con cui le tue pagine vengono visualizzate durante una ricerca nel motore, i link interni ed esterni, malware, penalizzazioni manuali, ecc.

Quindi in futuro potrai utilizzarlo come strumento di statistiche, adesso invece vediamo perché è necessario subito dopo la messa online del sito.

Prima di tutto devi aggiungere una proprietà inserendo il nome del dominio comprendente l’estensione (es. gloriaingrassia.com). Ti verrà chiesto di verificare la proprietà scegliendo un metodo.

Dopo aver verificato il sito, sei pronto per cliccare su “Sitemap” nel menu a sinistra ed inserire l’url della sitemap.

In questo modo hai inviato la mappa del sito a Google. Adesso conosce tutte le pagine del sito e valuterà se e quali includerle nel suo indice.

File robots.txt

Questo è un passaggio molto importante, fai attenzione perché tanti siti hanno sottovalutato la potenza del file robots e si ritrovano in mano un sito che non è stato indicizzato su Google e quindi organicamente è irraggiungibile.

Puoi creare il file robots anche manualmente, ma se stai utilizzando il plugin Yoast by SEO (te ne ho parlato prima nella sezione della Sitemap) viene creato automaticamente.

Nel menu a sinistra (dopo aver installato il plugin) alla voce SEO > Strumenti > modifica file, trovi la sezione relativa al file robots.txt

Se è tutto corretto potrai leggere questo:

User-agent: *
Disallow: /wp-admin/

Cosa dovrai verificare?

Se nel file robots trovi la scritta Disallow: / (che comprende anche lo slash finale) significa che stai bloccando l’indicizzazione del sito. Verifica quindi che il sito sia indicizzabile (vai su Impostazioni > Lettura e verifica che il campo “Scoraggia i motori di ricerca ad effettuare l’indicizzazione di questo sito” NON sia depennato).

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